Byton: time to be

La perfezione della vita in movimento

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Byton: time to be

Da qualche tempo, ormai, molte case automobilistiche disdicono la propria partecipazione ai tradizionali saloni internazionali dell’auto. Al contrario, sempre più costruttori scelgono manifestazioni apparentemente lontane dal mondo dell’auto per presentare nuovi marchi e nuovi modelli. In particolare, le due parole d’ordine dell’auto del futuro, elettrificazione e guida autonoma, hanno avvicinato e continuano ad avvicinare i costruttori di automobili al mondo dell’elettronica. Non sorprende, dunque, che proprio ai saloni dell’elettronica decidano di debuttare nuovi marchi e sia possibile incontrare interessanti novità.

Il CES Asia 2018

Dal 13 al 15 giugno la metropoli cinese di Shanghai ha ospitato un’importante kermesse dedicata appunto al mondo dell’elettronica, il CES Asia. Organizzato dalla Consumer Technology Association (gli stessi del CES di Las Vegas, probabilmente la manifestazione di settore più conosciuta al mondo), il CES Asia annoverava tra gli espositori un nuovo costruttore di auto, la Future Mobility Corporation, che proprio al CES di Las Vegas aveva debuttato tempo fa con il marchio Byton e la SUV elettrica Byton M.

Ecco a voi la Byton

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Cuore europeo, passaporto cinese, ambizioni globali.

Start-up dell’automotive registrata a Hong Kong, di base a Nanjing e presente anche a Monaco, Santa Clara, Pechino e Shanghai, la Byton ha l’ambizione di commercializzare, entro il 2020, una gamma di auto premium 100% elettriche e a guida autonoma. Fondata nel 2016 da Carsten Breitfeld e Daniel Kirchert, Byton vanta uno staff dirigente di gran calibro, proveniente da marchi come BMW, Nissan-Renault, Infiniti e Brilliance.

Chi sono i fondatori di Byton

Ingegnere meccanico con un passato di 20 anni in BMW (10 dei quali in qualità di vicepresidente del gruppo), Carsten Breitfeld è stato tra le altre cose il responsabile dello sviluppo della BMW i8, la sportiva ibrida plug-in che ha segnato l’ingresso della casa in questo tipologia di veicoli. Appassionato di vela e bicicletta, il sig. Breitfeld è anche un intenditore d’arte ed un esperto conoscitore di vini. Con un passato da amministratore delegato in Infiniti China e responsabile marketing in BMW Brilliance, Daniel Kircher è invece noto per i successi ottenuti nel campo del marketing e del branding. Rappresenta quindi la musa ispiratrice per il posizionamento del nuovo marchio.

La Byton K sedan

All’appuntamento asiatico di Shanghai, Byton ha presentato un interessantissimo prototipo, la berlina Byton K.

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Sotto le spoglie di una elegante berlina a 3 volumi (formula stilistica una volta ubiquitaria ma oggi originalissima nella valanga imperante dei SUV) ciò che rende davvero degna di nota quest’auto è la dotazione tecnologica di bordo. Per quanto riguarda le motorizzazioni, la berlina adotterà lo stesso powertrain (batterie e motori) della SUV M. Avremo quindi una variante con batterie da 71 KWh e una da 95 KWh, con autonomia rispettivamente di almeno 400 e 530 km.

Ma la parte più interessante riguarda la guida: come si vede dalle foto, infatti, la berlina è equipaggiata con sensori LiDAR sul tetto e sulle fiancate (questi ultimi retraibili), per consentire al computer di bordo una dettagliata visione panoramica.

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Non a caso, la vettura è studiata per rendere applicabile la guida autonoma di livello 4, e cioè per guidarsi da sola in un range prestabilito di situazioni, corrispondenti alle normali condizioni di traffico. Al guidatore rimane la possibilità di intervenire quando vuole, o quando il sistema non ritiene sussistano le condizioni per la guida autonoma. All’interno della vettura troviamo quindi ancora il volante, pur se dotato di monitor, mentre la plancia si caratterizza per un display centrale a tutta larghezza.

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La commercializzazione della vettura è attesa in Cina e negli USA per il 2020. Intanto un tour di presentazione del SUV M è stato fatto in Europa, tra cui Milano, Monaco di Baviera, Oslo e Amsterdam.

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Su questo progetto ha scommesso nientemeno che la FAW (First Auto Works), il più antico costruttore cinese di automobili, di proprietà statale. La FAW ha infatti siglato un accordo con Byton per un investimento nella start-up pari a 260 milioni di dollari.

Il SUV elettrico e digitale M-Byte

2019: anche la Byton decide di buttarsi nella mischia del settore automotive, presentando al Salone di Francoforte la SUV elettrica M-Byte.

Concepita per dare un’esperienza totalmente digitale all’utente, spostando l’attenzione su tutti gli occupanti del veicolo e sulle loro attività all’interno dell’auto, accompagnandoli con strumenti smart ed intuitivi.

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Una carrozzeria ultra moderna, elegante ed alla ricerca della massima aerodinamicità. Tratti unici riguardano la grande fascia grigia che attraversa il frontale, il montante posteriore ed i sottili fari Led con una tecnologia che permetterà all’auto di comunicare con l’ambiente circostante una volta implementata la guida autonoma.

La versione base della Byton M-Byte, solo a trazione posteriore, dispone di un motore elettrico di 272 CV con un’autonomia di 400 km nel ciclo Wltp, mentre la versione di punta a trazione integrale ha una potenza di 476 CV ed un’autonomia di 520 km.

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L’auto sblocca le portiere tramite riconoscimento facciale, l’abitacolo, marchiato da un design veramente minimale e innovativo, è dominato da un enorme schermo da 48″, un display personalizzabile con cui interagire con comandi gestuali, vocali o attraverso il touch screen da sette pollici al centro del volante e il pad da 8 pollici al centro dell’abitacolo, a disposizione del passeggero anteriore. Il sistema interno permette di connettersi ai principali assistenti vocali di casa tramite cloud ed a tutti gli smartphone presenti nelle vicinanze.

Inoltre, è presente una tecnologia di IA che permette di anticipare i bisogni degli utenti, monitorare il battito cardiaco per intervenire in presenza di un malore o in caso il conducente si stia per addormentare. Lo spazio interno è sfruttato al massimo grazie al pavimento piatto, ai sedili anteriori che possono ruotare verso il centro ed una zona posteriore che può essere o un classico divano o una coppia di poltrone singole. La M-Byte, grazie alle 24 telecamere installate nell’auto ma invisibili, ha una guida autonoma di livello 3.

La loro filosofia, incentrata sulla velocità negli spostamenti piuttosto che sulla potenza tradotta in cavalli, sarà l’elemento distintivo di una mobilità che valuta il tempo come un bene prezioso.

L’imminente futuro della Byton

Un ulteriore sorpresa arriva dal prezzo: dati gli alti standard di qualità, tecnologia e ricerca di quest’auto, l’aspettativa è che sia di un costo spropositato. Invece il prezzo full optional in Europa è di 45.000 euro.

I primi modelli della M-Byte consegnati ai clienti cinesi saranno a metà del 2020. Entro la fine del 2020 si inizierà a raccogliere le prenotazioni per il Nord America e l’Europa, con la disponibilità effettiva dei veicoli previsti per la metà del 2021. Aspetteremo con ansia questo debutto che guarda dritto e deciso in avanti, gettando le basi per una nuova concezione di mobilità.

Sicuramente se sono byte, fioriranno..


Bibliografia

http://www.car-symposium.de/rueckblick/keynotes-2017/dr-carsten-breitfeld/
https://www.byton.com
http://www.neureuter.com.hk/ODB16/ExhibitorInfo.aspx?code=CESA2018&id=Q0VTMThBVVNLQjI1OQ===S&lang=EN
https://auto.economictimes.indiatimes.com/news/passenger-vehicle/cars/chinas-faw-to-invest-260-mn-in-ev-startup-byton/64185236

BYTON SUV M

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